Introduzione: perché la videosorveglianza è diventata indispensabile per le aziende
Nel contesto economico e sociale del 2026, la videosorveglianza aziendale non è più un lusso riservato alle grandi imprese: è una necessità trasversale che riguarda PMI, attività commerciali, studi professionali, magazzini e siti produttivi. I dati parlano chiaro: secondo le statistiche del Ministero dell’Interno, i furti in esercizi commerciali e aziende in Italia superano i 30.000 casi l’anno, con danni medi che oscillano tra i 5.000 e i 50.000 euro per episodio. A questi si aggiungono atti vandalici, intrusioni notturne, furti interni e controversie con dipendenti o fornitori.
Un impianto di videosorveglianza professionale non si limita a registrare immagini: è un sistema integrato che previene, documenta, dissuade e protegge. Negli ultimi cinque anni, la tecnologia ha fatto passi da gigante: telecamere con intelligenza artificiale, riconoscimento facciale, analisi comportamentale, integrazione con sistemi di allarme e controllo accessi. Scegliere il sistema giusto, però, richiede competenze specifiche e un’analisi approfondita delle esigenze.
In questa guida completa, analizziamo ogni aspetto della videosorveglianza aziendale: dalla scelta della tecnologia al posizionamento delle telecamere, dalla gestione delle registrazioni alla conformità GDPR, fino ai costi reali e al ritorno dell’investimento.
Capitolo 1: Le tecnologie disponibili nel 2026
1.1 Telecamere IP (Internet Protocol)
Le telecamere IP rappresentano lo standard attuale della videosorveglianza professionale. Trasmettono il segnale video digitalizzato sulla rete Ethernet (LAN), esattamente come un computer o uno smartphone si connette alla rete aziendale. Questa architettura offre vantaggi enormi rispetto alle vecchie tecnologie analogiche.
Come funzionano: la telecamera cattura l’immagine attraverso un sensore CMOS, la digitalizza, la comprime con un codec video (H.264 o H.265+) e la trasmette sulla rete tramite cavo Ethernet Cat5e/Cat6. Il segnale viene ricevuto da un NVR (Network Video Recorder) o da un software VMS (Video Management System) che registra e gestisce i flussi video.
Risoluzioni disponibili nel 2026:
- 2 Megapixel (1080p Full HD): il minimo accettabile per la videosorveglianza professionale. Sufficiente per aree con illuminazione buona e distanze ravvicinate (fino a 10-15 metri per identificazione)
- 4 Megapixel (2K): il miglior rapporto qualità/prezzo per la maggior parte delle installazioni aziendali. Permette l’identificazione di volti fino a 20-25 metri
- 8 Megapixel (4K Ultra HD): ideale per aree ampie come parcheggi, piazzali e magazzini. Una singola telecamera 4K può coprire l’area di 2-3 telecamere Full HD, riducendo il numero totale di dispositivi
- 12-32 Megapixel: telecamere panoramiche multi-sensore per coperture a 180° o 360°, utilizzate in incroci, piazze e grandi spazi aperti
1.2 Telecamere analogiche HD (HD-TVI, HD-CVI, AHD)
Le telecamere analogiche ad alta definizione utilizzano il cavo coassiale (lo stesso delle vecchie antenne TV) per trasmettere video fino a 8 Megapixel. Sono nate come evoluzione delle telecamere analogiche tradizionali (CVBS) e hanno il vantaggio di poter riutilizzare il cablaggio coassiale esistente.
Quando hanno ancora senso:
- Ampliamento di impianti esistenti che hanno già cablaggio coassiale in opera
- Installazioni molto semplici con poche telecamere e nessuna esigenza di analisi video
- Budget estremamente ridotto (telecamere dal 30-40% meno costose delle IP equivalenti)
- Distanze di trasmissione molto lunghe (fino a 500 metri senza ripetitori, contro i 100 metri dell’Ethernet standard)
Limiti importanti: nessuna analisi video intelligente nativa, nessuna crittografia del segnale, compressione video limitata, impossibilità di alimentazione PoE (serve un alimentatore separato per ogni telecamera), scalabilità limitata.
1.3 Telecamere termiche
Le telecamere termiche rilevano la radiazione infrarossa emessa da corpi caldi (persone, veicoli, animali) e la trasformano in un’immagine visibile. Non necessitano di alcuna illuminazione e funzionano in totale oscurità, attraverso fumo leggero, nebbia e in condizioni meteo avverse.
Applicazioni aziendali:
- Protezione perimetrale di siti industriali e aree estese (portata fino a 1-2 km)
- Rilevamento intrusioni in aree senza illuminazione (campagne, zone rurali, cantieri)
- Monitoraggio temperature in ambito industriale (prevenzione incendi)
- Controllo accessi con rilevamento temperatura corporea (post-pandemia)
Il costo delle telecamere termiche è significativamente superiore (da 1.500 a 15.000 euro a dispositivo), ma in alcuni contesti rappresentano l’unica soluzione efficace.
1.4 Telecamere con intelligenza artificiale (AI)
La vera rivoluzione del 2026 è l’integrazione dell’intelligenza artificiale direttamente nel processore della telecamera (edge AI). Le funzionalità AI più comuni includono:
- Classificazione target: la telecamera distingue automaticamente persone, veicoli, animali e oggetti, eliminando i falsi allarmi causati da foglie, pioggia, ombre o animali randagi. Questa funzione da sola riduce i falsi allarmi del 95%
- Riconoscimento facciale: identifica i volti confrontandoli con un database di riferimento. Utilizzato per il controllo accessi automatizzato e la ricerca forense nei filmati registrati
- Riconoscimento targhe (LPR/ANPR): legge e registra automaticamente le targhe dei veicoli in transito, con database white-list/black-list per l’accesso automatico ai parcheggi
- Conteggio persone: conta le persone che entrano ed escono da un’area, fondamentale per negozi (analisi flussi clientela), eventi (controllo capienza) e edifici pubblici
- Rilevamento comportamentale: identifica comportamenti sospetti come stazionamento prolungato, movimento in zone vietate, caduta di persone, assembramenti
- Attraversamento linea e intrusione area: genera un allarme quando una persona o un veicolo oltrepassa una linea virtuale o entra in un’area definita
- Ricerca intelligente: permette di cercare nei filmati registrati per attributi specifici (es. “persona con giacca rossa”, “veicolo bianco”, “persona con zaino”) riducendo drasticamente i tempi di analisi forense
Capitolo 2: Tipologie di telecamere e dove utilizzarle
2.1 Telecamere bullet
Le telecamere bullet (a proiettile) hanno una forma cilindrica allungata e sono le più utilizzate per la sorveglianza esterna. Caratteristiche principali:
- Ottica fissa o varifocale (regolabile manualmente o motorizzata)
- Illuminazione IR integrata con portata da 30 a 80 metri (alcuni modelli fino a 150 metri)
- Grado di protezione IP67 (resistenza a pioggia, polvere, temperature estreme)
- Effetto deterrente: la loro forma le rende chiaramente visibili e riconoscibili
- Ideali per: perimetri, parcheggi, viali d’accesso, aree di carico/scarico
2.2 Telecamere dome
Le telecamere dome (a cupola) hanno una forma emisferica discreta e sono preferite per ambienti interni ed esterni dove l’estetica conta:
- Design discreto, si integrano nell’architettura senza impattare esteticamente
- Cupola in policarbonato anti-vandalismo (IK10: resiste a impatti da 20 joule)
- L’osservatore non può determinare la direzione di puntamento della telecamera
- Ideali per: reception, corridoi, uffici, negozi, aree comuni, ascensori
2.3 Telecamere PTZ (Pan-Tilt-Zoom)
Le telecamere PTZ sono motorizzate e possono ruotare orizzontalmente (pan: 360°), verticalmente (tilt: 90°) e zoomare otticamente (fino a 40x). Sono le più versatili ma anche le più costose:
- Coprono aree vastissime con una singola telecamera
- Zoom ottico 25-40x per identificare dettagli a centinaia di metri di distanza
- Auto-tracking: seguono automaticamente un soggetto in movimento nell’area
- Preset e tour: programmazione di posizioni predefinite e percorsi di pattugliamento
- Integrazione con analisi AI: la telecamera ruota automaticamente verso l’allarme
- Ideali per: grandi parcheggi, piazzali industriali, cantieri, aree portuali
2.4 Telecamere panoramiche (fisheye e multi-sensore)
Le telecamere panoramiche catturano immagini a 180° o 360° senza parti mobili:
- Fisheye: un singolo sensore con lente grandangolare cattura l’intera scena a 360°. Il software “dewarpa” l’immagine rendendola visualizzabile in formato planare. Ideali per stanze, negozi, incroci
- Multi-sensore: 2, 3 o 4 sensori indipendenti in un unico corpo, ciascuno con la propria ottica. Offrono risoluzioni totali fino a 32MP. Ideali per facciate di edifici, piazze, parcheggi multipiano
2.5 Telecamere specializzate
- Telecamere anti-esplosione (ATEX): certificate per ambienti con rischio esplosione (raffinerie, depositi di carburante, industrie chimiche)
- Telecamere per trasporti: anti-vibrazione, per montaggio su veicoli, autobus, treni
- Telecamere pin-hole: miniaturizzate per installazioni discrete (sportelli bancari, ATM)
- Telecamere underwater: per piscine, porti, impianti di trattamento acque
Capitolo 3: Posizionamento strategico delle telecamere
3.1 Analisi dei rischi e delle aree critiche
Prima di posizionare una telecamera, è fondamentale condurre un’analisi dei rischi che identifichi:
- Punti di accesso: tutti gli ingressi e le uscite dell’edificio, incluse uscite di emergenza, finestre al piano terra, accessi secondari
- Aree di valore: magazzini, casseforti, server room, laboratori, aree con merce di valore
- Aree vulnerabili: zone non visibili dalla strada, angoli ciechi, retro dell’edificio
- Percorsi obbligati: corridoi, scale, ascensori dove il transito è inevitabile
- Aree esterne: parcheggi, perimetro, aree di carico/scarico, giardini
3.2 Regole d’oro per il posizionamento
Ecco le linee guida che applichiamo in ogni progetto:
- Altezza di montaggio: tra 2,5 e 4 metri per gli interni, 3-5 metri per gli esterni. Troppo in alto si perde il dettaglio dei volti, troppo in basso si rischia la manomissione
- Angolo di ripresa: evitare il controluce (non puntare verso finestre o fonti di luce diretta). Utilizzare telecamere WDR (Wide Dynamic Range) per ingressi dove luce interna ed esterna creano forti contrasti
- Copertura senza zone morte: le telecamere devono avere una sovrapposizione parziale dei campi visivi per eliminare angoli ciechi
- Illuminazione: verificare le condizioni di illuminazione in diversi momenti della giornata. Prevedere illuminazione supplementare IR o luce bianca dove necessario
- Protezione della telecamera: telecamere esterne con grado IP67 minimo, protezione anti-vandalismo IK10 nelle aree a rischio, cavo di sicurezza anti-caduta
- Identificazione vs sorveglianza generale: per identificare un volto servono almeno 80 pixel/metro sul soggetto (circa 4 MP a 10-15 metri). Per la sorveglianza generale bastano 25-40 pixel/metro
3.3 Mappa di posizionamento tipo per un’azienda
Ecco come progettiamo tipicamente la copertura di un’azienda media:
- Ingresso principale: 1 telecamera dome 4MP con WDR all’interno (identifica chi entra), 1 bullet 4MP esterna (targa veicoli e panoramica)
- Reception/accoglienza: 1 dome 4MP che riprende il bancone e la sala d’attesa
- Ingressi secondari e uscite di emergenza: 1 bullet 2-4MP ciascuno
- Corridoi principali: dome 2MP ogni 15-20 metri
- Magazzino: 2-4 bullet 4MP o 1-2 fisheye panoramiche
- Parcheggio: 2-4 bullet 4MP con IR a lunga portata + 1 PTZ per copertura flessibile
- Perimetro: bullet 4MP con IR 50-80 metri ogni 20-30 metri, oppure telecamere termiche per siti estesi
- Area carico/scarico: 1-2 bullet 4MP + 1 telecamera LPR per le targhe
Capitolo 4: Archiviazione e gestione delle registrazioni
4.1 NVR (Network Video Recorder)
L’NVR è il “cervello” del sistema di videosorveglianza IP. Riceve i flussi video dalle telecamere, li registra su hard disk interni e permette la visualizzazione in diretta e la ricerca nei filmati.
Caratteristiche da valutare nella scelta:
- Numero di canali: quante telecamere può gestire simultaneamente (4, 8, 16, 32, 64 canali)
- Bandwidth: la capacità di banda totale per gestire flussi ad alta risoluzione. Un NVR a 32 canali 4K deve avere almeno 256 Mbps di bandwidth in ingresso
- Slot hard disk: da 1 a 8 slot per hard disk SATA fino a 20 TB ciascuno. Per installazioni critiche, configurazione RAID per ridondanza
- Decodifica: capacità di visualizzare simultaneamente i flussi su monitor (es. “2 canali 4K + 16 canali 1080p” in contemporanea)
- Funzionalità AI: gli NVR di ultima generazione integrano l’analisi video AI a bordo, applicandola anche a telecamere che non la supportano nativamente
- Ridondanza: alimentazione ridondante, configurazione RAID, failover automatico per installazioni mission-critical
4.2 Calcolo dello spazio di archiviazione
Lo spazio necessario dipende dal numero di telecamere, dalla risoluzione, dal framerate e dal codec utilizzato. Ecco delle stime pratiche:
- Telecamera 2MP (1080p) H.265+, 25fps: circa 8-12 GB/giorno
- Telecamera 4MP H.265+, 25fps: circa 15-20 GB/giorno
- Telecamera 8MP (4K) H.265+, 25fps: circa 25-35 GB/giorno
Esempio pratico: un impianto con 16 telecamere 4MP, registrazione continua H.265+ a 25fps, con conservazione per 7 giorni, richiede: 16 telecamere × 18 GB/giorno × 7 giorni = circa 2 TB di spazio. Per 30 giorni di conservazione: circa 8,6 TB.
4.3 Cloud recording e soluzioni ibride
Il cloud recording salva le registrazioni su server remoti (es. Amazon AWS, Microsoft Azure o piattaforme dedicate come Eagle Eye Networks, Verkada). Vantaggi e svantaggi:
Vantaggi del cloud:
- Le registrazioni sono al sicuro anche se l’NVR viene rubato o danneggiato
- Accesso alle registrazioni da qualsiasi dispositivo connesso a internet
- Nessun hardware da mantenere per l’archiviazione
- Scalabilità illimitata: aggiungi spazio quando serve
Svantaggi del cloud:
- Costo mensile ricorrente (da 5 a 30 euro/mese per telecamera)
- Richiede una connessione internet con upload sufficiente (minimo 2-3 Mbps per telecamera)
- Possibili problemi di latenza per la visualizzazione in diretta
- Dipendenza dal provider del servizio cloud
La nostra raccomandazione: approccio ibrido con NVR locale per la registrazione continua e backup cloud per le registrazioni più importanti (eventi di allarme, fasce orarie critiche). Questo garantisce ridondanza e sicurezza senza costi cloud eccessivi.
4.4 VMS (Video Management System)
Per installazioni medio-grandi (oltre 32-64 telecamere), si utilizza un software VMS installato su server dedicati. I VMS più diffusi nel mercato professionale sono:
- Milestone XProtect: lo standard di riferimento per grandi installazioni, supporta telecamere di qualsiasi marca
- Genetec Security Center: piattaforma unificata che integra video, controllo accessi e riconoscimento targhe
- Hikvision HikCentral: soluzione cloud-based per gestire migliaia di telecamere distribuite su più siti
- Dahua DSS: piattaforma enterprise per gestione multi-sito
Capitolo 5: Infrastruttura di rete per la videosorveglianza IP
5.1 Cablaggio
Il cablaggio è il fondamento di un impianto di videosorveglianza IP affidabile. Specifiche raccomandate:
- Cavo: Cat6 UTP o FTP (schermato) per tratte fino a 90 metri. Cat6A per ambienti con interferenze elettromagnetiche
- Connettori: RJ45 schermati con boot protettivo per installazioni esterne
- Canaline: separate dai cavi di alimentazione elettrica per evitare interferenze
- Outdoor: cavo per esterno con guaina PE resistente ai raggi UV e alle intemperie
- Distanza massima: 100 metri per singola tratta Ethernet. Per distanze superiori: switch PoE intermedi o media converter fibra ottica
5.2 Switch PoE
Gli switch PoE (Power over Ethernet) alimentano le telecamere IP attraverso lo stesso cavo di rete, eliminando la necessità di un alimentatore separato per ogni telecamera. Criteri di scelta:
- Standard PoE: IEEE 802.3af (PoE, 15.4W per porta) per telecamere standard, IEEE 802.3at (PoE+, 30W) per telecamere PTZ e con riscaldatore, IEEE 802.3bt (PoE++, 60-90W) per telecamere PTZ ad alte prestazioni
- Budget PoE totale: la somma della potenza necessaria a tutte le telecamere collegate. Es.: 16 telecamere × 12W = 192W minimo di budget PoE totale
- Managed vs Unmanaged: per installazioni superiori a 8-10 telecamere, consigliamo switch managed (gestibili) per il monitoraggio della rete, la configurazione VLAN e la diagnostica remota
- VLAN: isolare la rete di videosorveglianza dalla rete dati aziendale in una VLAN dedicata per sicurezza e prestazioni
Capitolo 6: Aspetti legali e conformità GDPR
6.1 Base giuridica
Per installare un sistema di videosorveglianza in azienda, serve una base giuridica valida ai sensi del GDPR. Le più comuni sono:
- Legittimo interesse (art. 6.1.f GDPR): protezione del patrimonio aziendale, sicurezza delle persone, prevenzione di reati. È la base più utilizzata
- Obbligo legale (art. 6.1.c GDPR): quando la legge impone la videosorveglianza (es. banche, gioiellerie, farmacie in alcune regioni)
- Interesse pubblico: per enti pubblici e strutture sanitarie
6.2 Informativa e cartellonistica
Il GDPR e le Linee Guida 3/2019 dell’EDPB (European Data Protection Board) richiedono un sistema informativo a due livelli:
Primo livello (cartello) – da posizionare prima dell’area videosorvegliata:
- Pittogramma della telecamera (standardizzato)
- Identità del titolare del trattamento (nome dell’azienda)
- Finalità del trattamento (es. “sicurezza e tutela del patrimonio”)
- Riferimento all’informativa completa (QR code o indicazione dove trovarla)
- Contatto del DPO (se nominato) o del titolare
Secondo livello (informativa completa) – disponibile in reception, affissa in bacheca o pubblicata sul sito web:
- Tutti gli elementi richiesti dall’art. 13 del GDPR
- Categorie di dati trattati
- Periodo di conservazione delle registrazioni
- Eventuali destinatari dei dati (es. forze dell’ordine su richiesta)
- Diritti dell’interessato (accesso, cancellazione, reclamo al Garante)
6.3 Statuto dei Lavoratori (art. 4)
Se le telecamere possono riprendere anche lavoratori (anche solo incidentalmente), è necessario:
- Accordo sindacale: sottoscritto con RSA/RSU presenti in azienda
- Autorizzazione INL: in assenza di rappresentanze sindacali, si richiede l’autorizzazione all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, specificando numero, posizione e finalità delle telecamere
Attenzione: installare telecamere che riprendono lavoratori senza accordo sindacale o autorizzazione INL è un reato penale (art. 171 D.Lgs. 196/2003), punito con ammenda da 154 a 1.549 euro o arresto da 15 giorni a un anno.
6.4 Conservazione delle registrazioni
Le Linee Guida del Garante Privacy italiano stabiliscono:
- Regola generale: conservazione massima di 24-72 ore
- Estensione a 7 giorni: motivata da esigenze specifiche documentate (es. festività, chiusure prolungate)
- Oltre 7 giorni: solo con valutazione d’impatto (DPIA) e giustificazione specifica (banche, infrastrutture critiche)
- Le registrazioni devono essere sovrascritte automaticamente alla scadenza del periodo di conservazione
6.5 Misure di sicurezza
Il GDPR richiede misure tecniche e organizzative adeguate per proteggere le registrazioni:
- Accesso protetto da credenziali individuali (username + password robusta)
- Crittografia delle registrazioni memorizzate e dei flussi trasmessi
- Log degli accessi: chi ha visionato cosa e quando
- NVR in locale chiuso a chiave con accesso limitato
- Procedure per la gestione delle richieste di accesso da parte delle forze dell’ordine
Capitolo 7: I marchi professionali che installiamo
7.1 Hikvision
Hikvision è il leader mondiale della videosorveglianza con oltre il 25% di quota di mercato globale. La serie AcuSense integra l’AI per la classificazione persone/veicoli, eliminando virtualmente i falsi allarmi. La serie DeepinView offre riconoscimento facciale, conteggio persone e analisi comportamentale. Hikvision offre il miglior rapporto qualità/prezzo nel segmento professionale.
7.2 Dahua
Dahua è il secondo produttore mondiale e offre una gamma completa con tecnologia AI WizSense (classificazione target) e WizMind (analisi avanzata). Particolarmente forte nelle telecamere termiche, nei sistemi multi-sensore e nelle soluzioni per il settore retail.
7.3 Axis Communications
Axis (gruppo Canon) è il brand premium della videosorveglianza IP. Piattaforma aperta ACAP per lo sviluppo di applicazioni di analisi video personalizzate. Qualità costruttiva e affidabilità ai vertici della categoria. Prezzo superiore del 30-50% rispetto a Hikvision/Dahua, giustificato dalla qualità dell’immagine e dal supporto.
7.4 Hanwha Vision (ex Samsung)
Hanwha Vision (divisione sicurezza del gruppo Hanwha, ex Samsung Techwin) offre telecamere con eccellente qualità d’immagine e piattaforma AI Wisenet. Forte nel segmento enterprise e nelle infrastrutture critiche. Cybersecurity certificata (UL CAP, FIPS 140-2).
7.5 Bosch Security
Bosch è sinonimo di affidabilità tedesca. Le telecamere della serie FLEXIDOME e DINION sono tra le più robuste del mercato. Analisi video IVA (Intelligent Video Analytics) integrata. Scelto da aeroporti, stadi, infrastrutture critiche.
Capitolo 8: Costi reali e ritorno dell’investimento
8.1 Costi per fasce di installazione
Impianto base (4-8 telecamere) – piccolo negozio, studio professionale:
- Telecamere 4MP AI: 150-300 euro × 4-8 = 600-2.400 euro
- NVR 8 canali + HDD 2TB: 300-500 euro
- Switch PoE 8 porte: 100-200 euro
- Cablaggio e materiali: 300-800 euro
- Manodopera installazione: 500-1.500 euro
- Totale: 1.800-5.400 euro
Impianto medio (16-32 telecamere) – azienda, capannone, condominio:
- Telecamere miste (dome + bullet + PTZ): 4.000-10.000 euro
- NVR 32 canali + HDD 4-8TB RAID: 800-2.000 euro
- Switch PoE managed: 500-1.500 euro
- Cablaggio strutturato: 1.500-4.000 euro
- Manodopera: 2.000-5.000 euro
- Totale: 8.800-22.500 euro
Impianto enterprise (64+ telecamere) – sito industriale, centro commerciale:
- Totale: 30.000-100.000+ euro
8.2 Ritorno dell’investimento (ROI)
Il ROI di un impianto di videosorveglianza si calcola considerando:
- Riduzione dei furti: le statistiche mostrano una riduzione del 50-70% degli episodi criminali dopo l’installazione
- Riduzione dei premi assicurativi: molte compagnie applicano sconti del 10-20% sulla polizza furto/incendio per immobili videosorvegliati
- Riduzione delle controversie: le registrazioni risolvono rapidamente dispute con clienti, fornitori e dipendenti
- Efficienza operativa: monitoraggio remoto multi-sede, verifica delle operazioni di carico/scarico, controllo degli orari di apertura/chiusura
Per un’azienda media, il ROI si raggiunge tipicamente in 12-24 mesi, considerando la riduzione delle perdite e i risparmi assicurativi.
Capitolo 9: Manutenzione e assistenza
Un impianto di videosorveglianza richiede una manutenzione periodica per garantire il funzionamento ottimale nel tempo:
- Pulizia lenti: le telecamere esterne accumulano polvere, polline, ragnatele e residui atmosferici. Pulizia consigliata ogni 3-6 mesi
- Verifica dell’allineamento: vibrazioni, vento e dilatazioni termiche possono spostare leggermente la telecamera dal punto ottimale
- Controllo illuminazione IR: verifica del funzionamento dei LED infrarossi per la visione notturna
- Stato degli hard disk: monitoraggio S.M.A.R.T. per prevenire guasti. Sostituzione preventiva consigliata dopo 3-5 anni di funzionamento continuo
- Aggiornamenti firmware: patch di sicurezza e nuove funzionalità
- Test di funzionamento: verifica della qualità delle registrazioni, del funzionamento degli allarmi e dell’accesso remoto
Domus Tech offre contratti di manutenzione programmata con interventi semestrali, assistenza tecnica prioritaria e sostituzione rapida dei componenti guasti.
Domande frequenti (FAQ)
Posso vedere le telecamere dal mio smartphone?
Sì, tutti i sistemi che installiamo includono un’app gratuita per smartphone (iOS e Android) che permette la visualizzazione in diretta, la ricerca nei filmati e la ricezione di notifiche push in caso di allarme. L’app funziona da qualsiasi parte del mondo, purché il telefono sia connesso a internet.
Le telecamere funzionano di notte?
Sì, tutte le telecamere professionali che installiamo hanno illuminazione IR (infrarosso) integrata che permette la visione notturna in bianco e nero fino a 30-80 metri. I modelli ColorVu di Hikvision offrono immagini a colori anche di notte, grazie a sensori ad alta sensibilità e LED di luce bianca supplementare.
Quanto dura la registrazione?
Dipende dalla capacità degli hard disk e dal numero di telecamere. Tipicamente configuriamo 7-14 giorni di registrazione continua, nel rispetto dei limiti GDPR (72 ore per la conservazione standard, estendibili con giustificazione documentata).
Cosa succede se un ladro ruba l’NVR?
Per prevenire questa eventualità: l’NVR viene installato in un locale tecnico chiuso a chiave, le registrazioni più importanti vengono duplicate in cloud, e configuriamo l’invio automatico di snapshot e clip video via email/Telegram in caso di allarme.
Posso integrare le telecamere con l’antifurto?
Assolutamente sì. Progettiamo sistemi integrati dove le telecamere comunicano con la centrale antifurto: quando un sensore rileva un’intrusione, le telecamere della zona inquadrano automaticamente l’area e inviano la registrazione in tempo reale.
Conclusioni: perché scegliere Domus Tech
Domus Tech è system integrator specializzato in videosorveglianza professionale. Non vendiamo semplicemente telecamere: progettiamo sistemi di sicurezza su misura, partendo dall’analisi dei rischi e arrivando alla manutenzione programmata. Ogni installazione include:
- Sopralluogo gratuito e analisi dei rischi
- Progetto dettagliato con planimetria e specifiche tecniche
- Installazione certificata da tecnici qualificati
- Configurazione completa: accesso remoto, notifiche, automazioni
- Documentazione GDPR: cartelli, informativa, supporto per comunicazione INL
- Garanzia 2 anni su tutti i componenti
- Assistenza tecnica e manutenzione programmata
Operiamo a Palermo e in tutta la Sicilia, con la possibilità di seguire progetti su tutto il territorio nazionale.
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